Religious nasce da un progetto sviluppato all’interno del Politecnico di Torino dove, con un approccio sistemico, si è avviato un processo di mappatura dei luoghi di culto sul territorio torinese. Una successiva indagine pragmatica ha poi fatto emergere un panorama religioso multisfaccettato che recentemente – e solo in alcuni casi – ha avviato un dialogo costruttivo. Infatti, permangono difficoltà da parte dei fedeli delle diverse religioni di comunicare tra loro e affievolire il senso di diffidenza.

Da queste suggestioni è emerso un progetto che mira a creare integrazione e senso comunitario nel quartiere di Barriera di Milano, zona periferica della città, che in seguito ai recenti flussi migratori si è trasformata in un quartiere multietnico con tutte le relative criticità e potenzialità.

Per fare ciò si è individuato il “cibo” come comun denominatore, in grado di generare connessioni intercomunitarie e valorizzare le identità religiose attraverso il rispetto di simboli e tabù.

Attraverso lo strumento di Religious, si vuole creare un network di relazioni tra vecchi e nuovi Barrieranti su più livelli: progettando incontri su un piano virtuale – con un portale accentratore di servizi – e uno reale, sotto forma di evento promotore di incontri e scambi.

Il portale responsivo offre servizi validi tutto l’anno: un calendario multifede, ricette descritte attraverso la cultura materiale e news riguardanti le locali dinamiche religiose. Inoltre consente di gestire la parte di selezione dei volontari, che andranno a dare il loro contributo al sito stesso o all’evento di Religious.

Il progetto prevede l’organizzazione di un evento, che si svilupperà nell’arco di una settimana e coinvolgerà diversi attori del territorio, dai singoli cittadini ai commercianti ai ristoratori, in un’ottica di animazione sociale. In Incet, ex capannone industriale recentemente riqualificato, si svolgeranno due tipologie di laboratori: il primo mirato a coinvolgere le classi elementari del quartiere, il secondo di show cooking per un pubblico più adulto. L’ultimo giorno, nella stessa struttura, si svolgeranno talk di esperti seguiti da un pranzo finale: momento di convivialità e celebrazione interreligiosa di chiusura all’esperienza.    La creazione di hub su più dimensioni: reali, digitali, comunitarie e istituzionali permette in questo modo di agire consapevolmente e generare risultati tangibili durevoli nel tempo.

Religious porta in tavola la ricetta per l’integrazione: un sito internet e un evento per le comunità religiose torinesi.

Il progetto in un tweet

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